Zefiro

Giulia Fumagalli / Valery Franzelli

Zefiro

Giulia Fumagalli / Valery Franzelli

 

a cura di Benedetta Nucci e Giulia Zompa

03 dicembre 2022 - 31 gennaio 2023
Inaugurazione 03 dicembre 2022 alle h. 17.00
aperta tutti i giorni su appuntamento

SPAZIO 15
Via Giovanni Bruni, 15 - 25121 Brescia (BS)

 

Zefiro, l’ultima mostra collettiva ospitata da SPAZIO15, ha il nome del vento - e in effetti l’aria vibra non appena varcata la soglia, muove le sculture aeree di Giulia Fumagalli (1990), increspa le superfici che riflettono e nascondono di Valery Franzelli (1998).

Le due artiste sono grandi conoscitrici del vuoto, che scandagliano e poi riconducono a un pieno semantico: lavorano sul liminale, sul tutto e nulla tra una cosa e l’altra e intessono trame da sentire a fior di pelle prima ancora (o forse mai) che da razionalizzare. L’incantesimo è cosa sospesa, non c’è altro vettore che l’aria tra chi lo scaglia e chi resta incantato: così, l’ipotetico volo di Fumagalli e la formula occulta di Franzelli lavorano insieme per rarefare l’atmosfera, custodire un segreto, impedire che il senso venga colto e fissato ma che sia, piuttosto, lasciato libero di vagare per la stanza e di sfiorare chi passa, leggero e invisibile, come una brezza.

LAVORI ESPOSTI:

Giulia Fumagalli - Aeree [F], 2022

Giulia Fumagalli - Ipotetico volo, 2022

Fotografie di Stefano Riboli

 

Questa mostra è verticale, a strapiombo, dalle sculture aeree che vibrano sopra le nostre teste alle superfici specchianti e segrete appese alle pareti. Qui anche l’aria significa, non è vuoto, ma vento.
Zefiro è la brezza sottile che annuncia la bella stagione: viene da ovest dove finisce il giorno, eppure segnala ritorni e profumo di fiori. Fuori è dicembre, dentro, nel cerchio magico circoscritto dalle artiste, è primavera.

Le opere, come il vento, sono figlie di una fine: attingono dal ricordo e dal passato, una porta serrata che d’improvviso si spalanca come per un colpo d’aria. Aeree [F] di Giulia Fumagalli invade il cielo nella stanza, sculture in plexiglass fuso e rimodellato e un’opera a parete che ricordano l’ipotetica costruzione di un aeroplanino di carta.
Se la terra stanca, l’artista fabbrica l’illusione che sia possibile spiccare il salto e non cadere. Se solo si riuscisse, una volta, a trovare la giusta formula per farsi sottili e leggeri e quindi librarsi in un volo di origami, il nulla sarebbe liquido, spazio da navigare, e la tristezza lontana quanto la Terra dalla Luna.

Per un sortilegio di Valery Franzelli racconta un’altra distanza, anch’essa ricamata sull’aria. Si tratta dello spazio invisibile tra uno sguardo e l’altro, dell’accordo impossibile, la mancata simmetria, di quel lungo rintocco di silenzio che caratterizza ogni scambio.
L’artista seleziona una serie di testi personali per stamparli a inchiostro sul plexiglass e poi incastrare tra loro e il lettore una barriera invalicabile, il cosiddetto “vetro spia” da poliziesco che oscura un solo lato delle due facce – quello dello spettatore. Il testo può guardare senza essere guardato, appeso alla parete come una sentinella, come un pozzo. Là, sul fondo, oltre la superficie riflettente, si depositano sedimenti di eco e di silenzi. Il passato è illeggibile perché la nostra immagine riflessa lo cancella con la sua evidenza di presente – eppure, un bagliore. Una parola. Un ricordo in trasparenza. Qualcosa riemerge se esaminato con attenzione, se lo sguardo si avventura nello spazio vuoto tra il testo e il vetro, l’unico possibile. La porta c’è, ma è socchiusa; l’incantesimo regge, ma si può infrangere: basta fare come il vento, infilarsi nelle fessure.

Benedetta Nucci

COMUNICATO STAMPA

TESTO CRITICO

Aeree [F], 2022
melted and remodeled plexiglass, nylon thread
variable size

Fotografie di Stefano Riboli

 

Ipotetico volo, 2022
plexiglass, wood
74 x 54 cm

Fotografie di Stefano Riboli